Parla Signore, il tuo servo ti ascolta

La Bibbia è “Parola di Dio in parola umana.” Il soggetto che parla è Dio, ma la sua parola si incarna e si articola realmente in un linguaggio perfettamente e pienamente umano. Se la Bibbia è parola di Dio, quindi di un vivente, anzi di Colui che è il Vivente per eccellenza, ascoltarla significa allora allacciare  un rapporto di comunicazione con Dio che la pronuncia, un rapporto di comunicazione che, per sua natura, tende a divenire un rapporto di amore, di intimità, di alleanza, di appartenenza reciproca, addirittura di intimità reciproca: “Rimanete in me e io in voi”(Gv 15,4). Se non si tende a questo rapporto, l’accostamento alla Sacra Scrittura è incompleto e, dal punto di vista della fede, inoperante.

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Dobbiamo imparare a conoscere la Scrittura innanzi tutto per amore della nostra salvezza”(D.Bonhoeffer).

Anche nella nostra vita c’è un tempo particolare in cui Dio vuole comunicarci qualcosa, far risuonare nella vita ordinaria la sua Parola e farci passare dall’impazienza alla pazienza che si tradurrà in quel rimanere aperto fiducioso al futuro di Dio, al compimento delle sue promesse e quindi alle sue sorprese. Il credente, saldo in questa speranza, può portare il peso del presente, può sopportare l’incertezza dell’attesa, può affrontare la sfida del tempo. In qualsiasi luogo si trova   avrà sempre l’opportunità d’incontrarsi con la Parola e iniziare un cammino interiore,fatto di ascolto, di meditazione e di ruminazione. Leggere la  Parola, vuol dire “toccare la veste” del Maestro(come la donna emoroissa del vangelo di Marco),e sperimentare nel proprio corpo la guarigione…ci si sente accolti, capiti, amati e soprattutto figli di un unico Padre.                

Ogni giorno, la mattina durante le lodi, Madre Maria Emmanuel per la comunità e gli ospiti legge e spezza La Parola di Dio. Queste lectio sono raccolte in fascicoli per favorire l'approfondimento personale.